16/09/2021
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Honey, I Joined a Cult è un gestionale pubblicato in early access da Team17 il 14 settembre scorso.

Il titolo è l’opera prima di Sole Survivor Games, un piccolo team con sede in Inghilterra composto da due membri: Ed e Simon.

Siete pronti a fondare la vostra setta?

Honey, I Joined a Cult – tra adepti e musica funk

Sin dal primo sguardo è chiaro come Honey, I Joined a Cult strizzi l’occhio a titoli assodati come Prison Architect, Theme Hospital e Rimworld.

Il gioco ci catapulta subito in questa surreale ambientazione anni ’70 dove il nostro alterego – Charlie Pinnato – è a capo della Setta del Pesce Spaziale, smantellata dopo pochi mesi dalla sua nascita dall’Ufficio di Osservazione Speciale.

Honey, I Joined a Cult, Charlie Pinnato.

In assenza di prove a suo carico – nascoste tutte sotto il suo cappello a forma di polpo – il buon Charlie riesce a fuggire con tutti i soldi guadagnati dai gonzi che avevano abbracciato la sua fede. Qualche mese e una chirurgia plastica dopo e siamo pronti a fondare un nuovo culto dedicato ad una nuova divinità spaziale.

Il gioco offre dei culti pre-impostati che strizzano l’occhio alla cultura pop: un culto dedicato all’Arca dell’Alleanza con a capo un Alto Sacerdote di nome Belloch? O preferite la Casa della Figaggine con a capo Don Martha Donzarelli?

Se nessuno di questi vi aggrada potrete impostare ogni riferimento della vostra setta, noi abbiamo optato per il culto di The Games Brew con a capo il nostro Roy Lovat vestito con maschera funeraria egiziana e una foglia di fico.

Honey, I Joined a Cult, Personalizzazione iniziale.

Il Gameplay

Il gameplay del gioco si basa sulla costruzione degli edifici necessari al prosperare del vostro Culto. Dovremo infatti dare una gradevole dimora ai nostri adepti – che saranno la nostra manodopera – e al contempo attirare seguaci con servizi e trattamenti strampalati per scucirgli denaro.

Partiremo dalle stanze ed i servizi più basici ma sviluppando Ricerca ed Ispirazioni Divine garantiremo attività sempre più sofisticate e costose alla nostra Chiesa.

Dovremo poi pubblicizzare il nostro Credo mandando in missione i nostri adepti più qualificati. stando ben attenti a non attirare troppo l’attenzione dell’Ufficio di Osservazione Speciale.

Honey, I Joined a Cult, la mappa delle missioni.

In breve tempo la nostra Chiesa prospererà diventando sempre più grande e attirando sempre più adepti.

Honey, I Joined a Cult, un esempio di Chiesa.

Conclusioni

Honey, I Joined a Cult ricalca fedelmente le orme di titoli come Prison Architect o Theme Hospital, pescando in special modo a piene mani dal gameplay e dall’art design del primo.

Nulla di nuovo quindi in questo gestionale dalle tinte anni ’70 ma una nota di merito per l’altissimo livello di personalizzazione e per la musica sempre gradevole ed in linea con l’ambientazione.

Un titolo che presenta una ricca roadmap di futuri contenuti ed aggiornamenti e che saprà farsi apprezzare dagli appassionati del genere.

Honey, I Joined a Cult, Roadmap Early access.
16/09/2021
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